Normative Antiriciclaggio

La legge n. 7 del 17 gennaio 2000 ha regolamentato il commercio di oggetti preziosi, in particolare per l’oro ha di fatto reso impossibile ad un operatore, senza i requisiti di legge (società con capitale sociale di almeno 120.000 euro interamente versati autorizzazione della Banca d’Italia, ecc), di svolgere la compravendita di oro da investimento in modo legale.

Zeta s.r.l. di Franco Padovan è in possesso dei requisiti richiesti dalla legge 7/2000, ed è autorizzata a svolgere legalmente il commercio all’ingrosso di oro da investimento.

Zeta s.r.l., autorizzata dalla Banca d’Italia, può acquistare qualsiasi tipologia di oro, sottoforma di lingotti, monete, gettoni od oreficeria, in pieno rispetto alla normativa del 7 gennaio 2000.

Per le vendite effettuate da privati a Zeta s.r.l. non ci sono particolari limitazioni, se non quella della registrazione sul Registro del Commercio rilasciato ed autorizzato dalla Questura di competenza e, nel caso di commercio di oro da investimento, la registrazione nell’apposito registro antiriciclaggio.

Zeta s.r.l., opera nel pieno rispetto della normativa antiriciclaggio, perciò, quale operatore abilitato dall’Ufficio Italiano Cambi della Banca d’Italia, è tenuta a segnalare ogni operazione anomala.

Per poter qualificare, ai sensi della Legge 7/2000 il commercio di oro (o di rottami d’oro) ed individuare gli eventuali obblighi gravanti su coloro che svolgono tale attività, si distinguono due modalità operative:

1. acquisto di oggetti preziosi usati, direttamente da privati, e rivendita degli stessi, senza ulteriore trasformazione. Detta attività non è qualificabile ai sensi dell’art. 1, comma 3, della Legge 17/1/2000, n. 7; essa si configura, infatti, come commercio di prodotti finiti che non rientrano nella definizione di “oro” contenuta nell’art. 1, comma 1, della stessa Legge. Per questo motivo non è necessaria l’iscrizione alla Banca d’Italia (ex Ufficio Italiano Cambi) come operatore professionale e gli stessi vanno ceduti in esenzione art.17, comma 5 D.P.R. 633/72 e art. 3, comma 4 L. 7/00. Per maggiore chiarezza si veda anche 1) la risoluzione Agenzia delle Entrate n. 375 del 28.11.2002 – 2) chiarimenti sul sito ufficiale della Banca d’Italia – 3) la nota dell’Ufficio Italiano Cambi del 06.02.2002 – 4) il parere dell’Agenzia delle Entrate del 24.07.2002. Tutte le maggiori fonderie italiane adottano questa metodologia;

2. acquisto di oggetti preziosi avariati, destinati alla fusione, e successiva cessione dell’oro così ottenuto, in una qualunque delle forme in uso (lingotti, placchette, etc.). L’operatività in questione, esercitata in via professionale e non occasionalmente, deve ritenersi riconducibile, sia per gli aspetti soggettivi che oggettivi, nel disposto di cui alla Legge n. 7/2000. Pertanto gli operatori professionali dovranno essere iscritti alla Banca d’Italia (ex U.I.C.).